Capito Terzo
Day 2
*Gli occhi di Jeremy si soffermarono a guardare quelli della madre. Così piccolo, così innocente , eppur sveglio e guardingo. Lui captava ciò che accadeva all'esterno, molto più di un semplice ragazzino di due anni, che scruta ma non capisce, che accumula nel cervello le situazioni e che, forse con scarse probabilità, rielaborerà una volta cresciuto. Jeremy non era così, lui apprendeva e già era in grado di capire.
Si alzò dal divano e raggiunse la cucina, andando a prendere un fazzoletto alla mamma e un bicchiere di acqua. I suoi poteri da sensitivo, l'empatia, già cominciava a svilupparsi, così in fretta e così precocemente che Lexi si impaurì appena, nel constatarlo. Non sarebbe stato facile dover aspettare che crescesse per poter spiegare lui tutto ciò in cui era coinvolto, il destino della scelta che si sarebbe ritrovato di fronte, una volta saputa la verità su di lui, sulla sua famiglia e su ciò che gli girava attorno.
La strega lo guardò con uno sguardo apprensivo, perchè quel gesto le aprì gli occhi su quanto in realtà potesse sembrare disperata. Non voleva, non poteva permetterselo, avrebbe dovuto ritrovare l'energia giusta per tirarsi su e combattere.Nessuno aveva mai scalfito così tanto il suo cuore, nemmeno anni prima, ormai secoli prima, quando Jake la abbandonò, morendo per salvarle la vita. Non era facile per lei affrontare le perdite. L'abbandono era qualcosa che la feriva sempre di più, l'unica cosa di cui aveva seriamente paura , ma anche di conseguenza l'unica che gli accadeva nei rapporti di coppia.
Tutti i suoi ex avevano fatto la stessa identica cosa: l'avevano lasciata al suo destino, che avrebbe dovuto continuare a modellare con le sue mani e con le sue forze.
Prese l'acqua e la tracannò giù per la gola, dandosi modo di poter schiarire la voce per ringraziare suo figlio e prenderlo tra le sue braccia.
-Un giorno saremo felici, vedrai. Quel giorno è vicino, me lo sento-
Il caldo infernale sembrava essere aumentato, forse qualcuno aveva messo al massimo il riscaldamento per rendere le cose meno facili a Lexi, che ormai si aggirava per le strade degli inferi, come se fosse una gita di trekking. Il sentiero che aveva scelto sembrava tortuoso, ma di solito , all'inferno non tutto era come sembrava. Proprio per quello scelse la via più difficile, sperando che quel modo di dire si avvicinasse il più possibile alla realtà.
I ciottoli a terra sembravano camminare da soli, lanciandosi ogni tanto verso le vittime che incontravano e facendo loro male in qualche parte del corpo.
-Maledetti sassi di merda!-
Una pietra si lanciò con forza verso uno stinco della strega, che imprecò i santi per poter star calma.
Con lei c'era anche Abrahel, fedele compagno del passato infernale di Lexi. Avevano deciso di affrontare questa camminata verso la salvezza, di entrambi, insieme.
Il demone era un tipo affascinante, era garbato, aveva dei modi quasi regali. Tutto ciò era dovuto al suo scopo vitale, quando ancora era qualcuno sulla terra, ossia quello di attirare vittime a sé con l'inganno dell'amore. Quello stesso trucco che usavano anche gli altri, ma per infliggere pene diverse. In fin dei conti lui non aveva nessun torto da rimproverarsi. Lui era così e non poteva far molto se la gente gli si gettava ai piedi, morente d'amore e disposta al sacrificio di sé, per averlo.
Le sue storie proseguirono, alternate a quelle della strega dagli occhi glauchi, i quali erano decisamente diventati rossi come tutto l'ambiente circostante.
Lexi cominciò a raccontare di sé, della sua vita dopo la redenzione, di ciò che aveva ereditato da tutti i suoi cambiamenti e delle sue storie d'amore. Un matrimonio fallito con un Dio della morte e un abbandono da parte di un cacciatore, con il quale ebbe un magnifico bambino.
-Ecco cosa dovrei regalarti per Natale, un pò del mio potere! Potresti buttare a terra una orda di uomini senza nemmeno accorgertene, disposti a morire per te!-
Una risata riecheggiò in quel luogo malsano e estremamente caldo, somigliante al deserto del Nevada, ma dai colori rossastri.
Lexi scosse la testa, ancora col sorriso sulle labbra. Era davvero contenta di aver ritrovato un amico fidato come lui, sempre pronto a darle una mano, nonostante si fosse sentito tradito dalla stessa strega, quando lasciò l'inferno senza avvertirlo.
-Mi dispiace davvero averti lasciato qua, avevo solo in testa la voglia di tornare umana e viva, che mi sono dimenticata degli amici come te.-
Lo sguardo si fece tenero, le labbra si incresparono in un sorriso che richiedeva comprensione da parte del suo interlocutore.
Ab non rispose, si limitò a mettere una mano sulla spalla di Lexi per poi proseguire nel cammino davanti a sé, un cammino che sembrava non avere fine.
-Oh no no no! Ditemi che non sto per guadagnarmi un posto in alto borgo infernale!-
Una risata malefica accompagnò quella frase. Una donna con le mani sui fianchi, un vestito turchese che la avvolgeva interamente, come fosse un burka, solo gli occhi ,visibili ai due passanti, che avevano il colore dell'oro più puro.
L'atteggiamento della donna , i suoi movimenti erano lenti e aggraziati, ma qualcosa diceva a Lexi che fossero solo l'antipasto e che ben presto avrebbe dovuto, finalmente, tirar fuori le palle e le armi.
-Non sei la benvenuta qua, Eurynome. Come vedi ce l'ho io Lexi e la sto portando a chi di dovere per prendermi la mia meritata ricompensa.-
Ab era deciso a difenderla con parole, cercando di far intendere a chiunque si fosse messo sulla loro strada, che l'avesse catturata per lo scopo principale, ovviamente non per salvarla.
Ma quel tentativo con la demone dagli occhi dorati, fu alquanto vano.
Con un movimento quasi felino e scattante, si ritrovò di fronte alla strega, che rimase pietrificata per un attimo. Era come se non riuscisse a muovere nemmeno un singolo muscolo del suo corpo, come se non riuscisse nemmeno ad aprire la bocca per poter proferire parola.
La donna di fronte a lei cominciò a guardarla, a distanza ravvicinata. Con il dito indice cominciò a seguire i tratti del suo viso, come se davanti avesse il suo oggetto del desiderio e per la prima volta poteva ammirarlo nella sua bellezza e nella sua preziosità.
-Sai invece cosa credo, che anche se fosse vero quel che dici Abrahel, questa signorina me la porto via io!-
La prese per un braccio e senza che lei ponesse resistenza alcuna, pietrificata da chissà quale potere della demone, la seguì, quasi fosse la sua marionetta. Lexi si rivolse con lo sguardo verso il suo amico, in cerca di aiuto.
Abarahel, captando la paura della donna, riuscì a sbloccare quella specie di incantesimo e lasciò che Lexi riuscisse a muoversi di nuovo.
Senza esitare, la strega girò il braccio del demone, al quale scivolò via la sua impalcatura , rivelando la sua vera identità. Ecco una donna bellissima dai tratti quasi mediterranei, capelli lunghi e corvini e quegli occhi che avrebbero incantato chiunque ne fosse rimasto rapito.
Con un gesto repentino della mano, Lexi prese il suo pugnale d'argento, squarciando le carni del demone all'altezza del petto.
Eurynome cominciò ad urlare di dolore, un urlo che ben presto si trasformò di nuovo in una risata malvagia, ricca di veleno.
-Dovrai impegnarti un pò di più. Ah sì giusto non hai i poteri di maga Magò qui sotto! Peccato!-
Si scagliò contro di lei, come una folata di vento , buttandola a terra e facendole mangiare quella polvere rossastra che si alzava tutto intorno a loro, ad ogni minimo movimento brusco.
Di nuovo, come un fantasma, tornò a buttarsi sul corpo, quasi inerme della strega, che giaceva ancora a terra, ma nel farlo trovò una non gradita sorpresa.
Il pugnale era ancora tra le sue mani, mai abbandonato, con una presa ben salda, che andò stavolta a puntare verso il cuore del demone,che guardò la donna , prima di morire e le disse di stare attenta, che quello era solamente il principio e che avrebbe pagato per aver lasciato tutti lì dentro a marcire come dei demoni di bassa categoria, senza aver avuto nessun tipo di riscatto.E che presto si sarebbero rincontrate, perchè nessuno poteva uccidere i demoni a casa loro. Lasciò che la sua essenza liberasse quel corpo, quella specie di ologramma non reale, il quale era visibile solo agli umani, lasciando che si allontanasse per sempre.
-Stai bene , Lexi?-
Domandò Ab, tendendo una mano verso di lei per aiutarla a rialzarsi.
Il respiro di Lexi si era fatto affannoso. Credeva davvero di non farcela e le sue possibilità sembravano ridursi sempre di più.
Mise la testa tra le ginocchia, prima di alzarsi in piedi. Rifletté sulla vita e su quello a cui la metteva di fronte ogni giorno.
Non c'era pace per lei e mai ci sarebbe stata, soltanto guerre da combattere per difendere sé stessi e il mondo che circonda.

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