venerdì 10 febbraio 2012

Capitolo Secondo  
Day 1
"Jeremy era tra le sue braccia. Avevano appena fatto il bagno insieme e aveva visto la felicità nei suoi grandi occhioni blu, tutti presi dal padre. Le paperelle e tutta l'attrezzatura che serviva per far divertire un bambino, era attorno a loro, sommersi da una miriade di piccole bollicine, che pian piano se ne andavano dissolvendosi nell'acqua tiepida. Voleva stare con lui il più possibile, non avrebbe voluto staccarsi mai da lui, esattamente come invece aveva fatto suo padre.
Erano passate almeno due settimane da quando non aveva avuto più notizie di Brad. Aveva avvisato che sarebbe stato fuori per una caccia e che non avrebbe dovuto cercarlo perchè sarebbe stato pericoloso. Lexi non capiva quella richiesta ma si adeguò. Non lo cercò. Bastò un altro suo sms per far capire ciò che stava accadendo, anche se non così chiaramente. Le scrisse di non cercarlo, che sarebbe stato via per un pò, che aveva bisogno di allontanarsi e che avrebbe dovuto badare al loro figlio da sola.
Il mondo di Lexi crollò addosso alle sue spalle in una frazione di secondo. Una marea di sensazioni le si scagliarono contro come un'onda di alta marea si scaglia contro ad una scogliera. Un fiume di lacrime che preoccuparono anche il piccolo Jeremy, impegnato in un gioco sul divano , accanto alla sua mamma. Lexi non avrebbe voluto che la vedesse ridotta in quello stato e per quel motivo, il piccolo trascorse alcuni giorni dalla sua amica Bet.
Ma ora erano di nuovo insieme e il terrore di perderlo era più grande del terrore di lasciarlo orfano. Avrebbe dato la sua stessa vita per proteggerlo, era l'unica cosa che le rimaneva al mondo.
Non se la passava bene, Lexi in quel periodo e tutto era decisamente storpiato e confuso, come se non ci fosse stato periodo più brutto. Nemmeno l'apocalisse l'aveva ridotta a tanto schifo. "

Raccolse l'attrezzatura da terra e si guardò attorno. Le fiamme invadevano ogni angolo di quei vicoli bui. Lexi stava cominciando a ricordare vagamente l'ultima volta che era stata a casa sua, prima di trovarsi tra le tenebre, per scendere a patti con Lucifero, di nuovo. 30 giorni non sarebbero passati molto in fretta, considerato anche il fatto che all'inferno il tempo scorreva diversamente da ciò che si percepiva sulla terra. Lo sapeva bene lei e anche qualche suo amico cacciatore ebbe la sfortuna di constatare tutto ciò. E ora? Che piano aveva? Nessun dannatissimo piano che potesse illuminare la strega. Soltanto lei, le armi e la speranza di uscirne illesa per poter riabbracciare suo figlio.
Per fortuna aveva almeno avuto quel vantaggio di avere una balestra e un pugnale. Non era molto , ma sicuramente meglio di niente. Si mise la balestra sulle spalle, indossandola quasi come uno zainetto. Lei era sempre stata un esperta con quell'arma e la cosa la sorprese un pò. Il fatto stesso che Lucy le avesse concesso la sua arma migliore poteva mettere in moto una marea di potesi riguardo a tutto quello che stava accadendo. Forse non la voleva davvero morta, ma per pararsi il culo con i suoi demoni, voleva far sì che tutti vedessero in lui , ancora, la figura regnante, che non se ne restava con le mani in mano ad attendere che una strega di basso livello come lei lo rimettesse di nuovo al suo posto. 
Le voci non arrivavano più al suo orecchio, ma Lexi aveva sempre trovato Lucifero leggermente invecchiato, fuori forma, come se si fosse stancato anche lui di lottare per qualcosa che avrebbe avuto vita in eterno. Una lotta contro il suo vero padre , il quale se ne sbatteva altamente delle sorti di tutto il suo creato. Era davvero da apprezzare ciò che Dio non stava facendo? O forse era quasi meglio tifare per Lucy, il quale aveva messo tutte le sue energie e le sue risorse per poter conquistare ciò che voleva? 

-Smettila di farti queste cazzo di domande. Sei all'inferno e ti metti a pensare alla filosofia! Avanti , Lexi. Comincia a camminare e a pensare ad un piano!-

Ecco dunque che la camminata verso l'uscita ebbe il suo inizio. I suoi passi erano decisi e il suo sguardo sempre rivolto davanti a sé, anche se doveva riuscire a mantenere l'attenzione viva anche per guardarsi le spalle.
Era caldo, troppo caldo per poter mantenersi lucida tutto il tempo. La camminata si fece sempre più pesante, dopo solo 30 minuti. I suoi occhi si erano appesantiti. Se quelle erano le condizioni che la caratterizzavano dopo così poco tempo, probabilmente non avrebbe avuto granché chance di sopravvivere.

-Ah, bene bene! Guarda chi si son degnati di trascinare di nuovo qua sotto! Era ora, dio buono! Ops, perdona la blasfemia! Come stai Lexi? Ti trovo in forma! -

No. Non voleva neanche pensare che il primo demone del cazzo che doveva incontrare fosse proprio lui. Non lui, non in quel momento di debolezza.

-Dici, Abrahel? Io invece mi sento uno straccio, ma grazie per la cortesia! Tu invece sembri un pò invecchiato eh? Cosa c'è? Non ti fanno più allenare nell'arena?-

Lexi cercò di rimanere rilassata, anche perchè le alternative, in quel momento e in quelle condizioni, non erano poi molte. Si piegò sulle ginocchia,appoggiando le sue mani su di esse e alzando il viso per parlare con Abrahel, un demone-succube apparso nel 1581 nel Limburgo. Una storia decisamente movimentata la sua, che racconta di un pastore, il quale dopo essersi innamorato di lui diede come pegno d'amore il suo unico figlio nelle sue mani. Una storia tragica, di quelle che si sentono solo nei libri. Ma era tutto reale.
Nei suoi anni da dannata, Lexi aveva avuto modo di avvicinarsi ad alcuni di loro, senza astio e conoscere le loro storie. Questa era una delle più strane che avesse mai sentito e la cosa la colpì profondamente, cominciando a nutrire una certa simpatia per Abrahel.
Non si poteva dire lo stesso in quel frangente. Lexi aveva tradito la sua fiducia, come aveva tradito quella di chiunque altro all'inferno, tradendo Lucifero. E aveva una fottuta paura di Abrahel. Oh sì. La sua forza e la sua potenza non avevano eguali e lei, così affannata e stanca , quasi moribonda per il caldo, non era in grado di affrontarlo. Non ora.

-Sì be sai com'è, non avevo voglia di salire di sopra a scegliermi un corpo nuovo, così sto lasciando che questo invecchi. E' un uomo affascinante , non trovi? Ricordo che ti piaceva quando passavamo ore a raccontarci storie. Ricordi, Lexi? Prima che ci tradissi tutti quanti?-

-Ascoltami Ab, l'ho fatto per andare contro di lui, e degli altri demoni schifosi che abitano questo posto e tu lo sai bene. Non avrei fatto questo a te, sai che...
-Oh per l'amor del diavolo smettila , Lexi! Non voglio sentire queste puttanate! Me lo avresti detto quale era il tuo piano se solo ti fossi fidata di me! Ora guardati, sembri uno straccio di donna, un 'umana che usa quei miseri truchetti da prestigiatore per ingannare la natura, noi e chiunque si metta sulla tua strada! Ti sta bene se il capo ti ha trascinata qua sotto. -

Dopo averle fatto un cazziatone, Abrahel tornò leggermente calmo. Non era un tipo che si infuriava facilmente, anzi. Forse era proprio per la sua intelligenza e la sua saggezza che Lexi aveva legato con lui. Ma era pur sempre un demone. Esattamente come lo era stato lei. E chi non sceglie la redenzione è perchè non ha dentro di sé nulla di buono in fondo. 
Nonostante ciò, la strega aveva sempre creduto in lui.

-Io non ti torcerò un capello, se è questo ciò di cui hai paura.-

Disse guardandola negli occhi, quasi come se stesse provando compassione per lei, che era inginocchiata , stanca e con gli occhi disperati. Non riuscì, infatti di fronte a lui a trattenersi. Era stato un compagno, un amico, un confidente e rivederlo era bastato a riaprire vecchie ferite rimarginate lentamente.

-Se servisse a darmi pace te lo lascerei fare, ma ho un bambino che mi aspetta e tu...-

Si alzò lentamente per avvicinarsi a lui e prendergli le mani, che ribollivano quasi, emanando calore e il suo odore riempì di nuovo le narici di Lexi, lasciandole un sapore acre in gola.

-Tu puoi venire con me, io voglio che tu ti lasci redimere! Te lo meriti , te lo sei sempre meritato! Avanti vieni con me, ce la posiamo fare!-
-E se non ce la facessi? se tutto questo ci si ritorcesse contro? sarei dannato a vita e costretto alle peggiori delle torture ,Lexi. Non posso.-

Abrahel afferrò le mani di Lexi, come se prenderle fosse stato un viaggio nel tempo, che lo avesse ricondotto a quei bei momenti. La sua amica era di nuovo davanti a lui. Era una bella sensazione. Gli era mancata terribilmente. Gli interessi che avevano in comune, le esperienze vissute, l'intelligenza e la forza che li accomunava non erano stati ritrovati in nessun altro, da quando la strega era fuggita dagli inferi, lasciandolo solo a marcire tra le fiamme.

-Vieni con me...ti prego!-

Il demone la guardò negli occhi e vide la sincerità in quello sguardo bisognoso.

-D'accordo, Lexi. Proviamo!

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