sabato 18 febbraio 2012



Capitolo Quarto



Day 3

-Chi era quella? Non credo di averla mai incontrata prima d'ora o almeno quando qua sotto c'ero anche io, a condvidere il companatico!-

Lexi era di nuovo in piedi, grazie anche alla mano del suo amico Ab, il quale ormai sembrava aver preso parte a quel tour, quasi facendo da guida. Il demone sembrava davvero interessato alle sorti della strega, che anche se mostrava sempre il suo coraggio e la sua volontà di andare avanti, dentro di sé moriva dalla paura. La sua terribile paura di non farcela, senza i suoi poteri, perchè sì, in fondo lei era anche una cacciatrice e sapeva come usare le armi, ma la magia l'aveva resa pigra e l'abitudine alla caccia, da vero hunter, era quasi diventata un ricordo.
Cominciarono a camminare insieme, sulla via principale, di nuovo , senza perdersi nelle viuzze che si districavano ai lati, sia alla loro destra che alla loro sinistra. Era risaputo infatti che , prendendone una a caso, si potevano trovare tante sorprese, fra cui i demoni dei vizi capitali, che venivano su dai gironi e trascinavano giù, con sé le loro vittime, coloro che sono state troppo stolte da preferire una via traversa a quella che portava direttamente al Mar d'Inferno.
Altre vie, invece conducevano in alcune stanze, le quali erano adibite a delle torture speciali; altre portavano direttamente nelle fiamme, che logoravano i corpi dei dannati fino a farli diventare cenere, per poi farli riemergere, come le fenici e ricominciare il ciclo fino all'eternità.
Erano tanti i trucchetti che i demoni e i loro re inventavano per allietare le loro giornate, per non permettere alla noia di impossessarsi di loro, lasciandoli marcire nella loro miserabile non vita.

-Lexi, ci credi se ti dico che una volta, quella persona che hai appena incontrato e sconfitto, almeno per ora, una volta era una specie di dea?
Sì, una divinità cosmica tramutata in una divinità degli inferi, divoratrice della carne dei morti. E' lei che si occupa di far piazza pulita qui sotto e ogni tanto, quando la mandano al piano di sopra , si occupa anche di quei morti che riposano in pace nelle tombe. Dice che sono più freschi!-

Ab alzò le spalle, con un sorriso ironico stampato sul volto, quasi si sentisse importante e divertente per la battuta che aveva appena fatto. Ma Lexi non rise affatto, anzi era molto interessata alla storia di quella così detta divinità. Un cambiamento drastico che sicuramente era stato scaturito da qualche sorta di vendetta personale, non andata proprio a buon fine. Di solito era sempre così che andava a finire. Per i buoni, il più delle volte non vi era alcuna speranza, e il fatto stesso che lei in quel momento si trovava là, e suo figlio chissà dove, ne era una prova tangibile.

-Dicevo, comunque che, sì, lei era una divinità che chiamavano "divina colomba", qualcosa che aveva a che fare con la mitologia sumera. Il suo nome significa "vagante in ampi spazi", e all'inizio della creazione pare avrebbe volteggiato nello spazio vuoto e con la sua danza avrebbe prodotto il vento Borea. Per questo avrai notato come volteggia nell'aria con molta non-chalance!
Ma continuiamo con la sua storia...-

Ab raccontò alla strega la storia , mentre continuarono a camminare sul sentiero principale fianco a fianco, sempre all'erta, nella speranza che almeno per un pò nessuno li interrompesse.

-Accoppiatasi con questo vento, sotto forma del serpente Ofione, ne sarebbe stata fecondata e si sarebbe trasformata in una colomba bianca che avrebbe deposto l'uovo cosmico, dal quale uscirono tutte le cose. Almeno questo è quello che narra la leggenda,lei non me lo ha mai confermato, ma le chiacchiere su questa storia girano anche qua-

Lexi rimase perplessa, non tanto dalla leggenda stessa quanto dal fatto che quella storia narrava tutto tranne della sua trasformazione in divinità infernale. Attese qualche secondo per poi chiedere ad Ab.

-Scusa, e poi? Voglio dire ...come è divenuta ciò che è oggi?-

Ab raccontò alla strega che Eurynome, dopo aver dato la luce a tutte le cose, si innamorò di una sua creazione. Quest'uomo, sì, umano al cento per cento, aveva però la fama di essere un Don Giovanni, uno di quelli che , all'olimpo, non doveva chiedere mai. Sapeva che la Dea era stata la sua creatrice e le donava tutto il suo rispetto per questo. La venerava come si faceva con qualsiasi Dio pagano, ma lei voleva di più, non le bastavano le preghiere, i riti, lei voleva il suo amore. Ma quando lui si innamorò di quella che sarebbe dovuta diventare la sua sposa, Euryome andò su tutte le furie, lanciando maledizioni su loro due e sulle loro rispettive famiglie.
L'olimpo punì la Dea mandandola all'inferno e la costrinse a divenire una divinità infernale, quale demone dei venti, letale e spietata, ancora in cerca della sua vendetta contro gli Dei.
La strega rimase sconvolta dalle storie che il suo amico raccontava ogni qual volta si incontravano. Ne sapeva una più del diavolo e non era un modo di dire!
Rimase ad ascoltarlo a bocca aperta, capacitandosi del fatto che anche gli Dei, esattamente come gli umani, sembravano provare sentimenti come la rabbia e la vendetta e per questo gli umani vennero costruiti così, difettosi, con la voglia di distruggersi a vicenda per via del loro egoismo. Tutto quadrava, tutto sembrava perfettamente incastonato nell'immaginario che Lexi aveva sempre avuto del mondo, nella visione che aveva del bene e del male.

Un sospiro , accompagnato da un movimento del capo, che sembrava voler esprimere la sua rassegnazione a certi argomenti. Lexi aveva ancora tanto da camminare e sicuramente Ab tanto da raccontare, ma ben presto sarebbe tornato il momento in cui avrebbe dovuto tirare fuori spade e pistole, perchè il male era sempre dietro l'angolo, in questo caso, lungo la via.

Nessun commento:

Posta un commento